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Leggi tuttoCos’è l’ortodonzia
L’ortodonzia si propone di correggere la posizione alterata dei denti per risolvere problematiche di tipo estetico e masticatorio.
Oggi sono disponibili diverse tecniche ortodontiche che consentono di realizzare numerosi trattamenti, sia fissi che mobili, per ripristinare la corretta funzionalità del cavo orale, prevenendo o correggendo abitudini viziate e ulteriori disturbi, talvolta anche gravi.
APPARECCHIO FUNZIONALE
La terapia con apparecchio funzionale è una terapia che, partendo da una visione della bocca equilibrata, integra numerose conoscenze e ricerche in campo dentistico, medico e neurofisiologico e ricorre a diversi metodi di rieducazione funzionale per raggiungere un ambizioso obiettivo: accompagnare la riorganizzazione spontanea della bocca di ogni paziente fino alla perfetta armonia di forma, funzione e bellezza inizialmente prevista dalla natura che per diverse e concorrenti ragioni non è stata raggiunta.
Armonia del viso, respirazione nasale, masticazione e deglutizione corrette, allineamento dei denti, diminuzione dei dolori articolari, armonia posturale e psico-fisica sono i principali obiettivi della terapia.
I buoni motivi
E’ un metodo globale. Al giorno d’oggi vedere un singolo dente alla volta è troppo limitativo. É molto più logico vedere dei denti e una bocca all’interno di un paziente.
É l’insieme che bisogna curare. Allineare i denti senza tener conto delle funzioni alterate della bocca non può che causare delle recidive a fine terapia. La terapia con l’attivatore al contrario parte dal ripristino delle funzioni vitali (respirazione, deglutizione, fonazione) per arrivare alla riarmonizzazione delle arcate; il percorso è semplice, graduale e duraturo.
E’ un metodo che vede la persona e la sua storia al centro della terapia: ciò gratifica molto il paziente.
I genitori di oggi sono sempre più attenti ad offrire ai loro figli soluzioni non invasive, delicate e graduali: la terapia con l’attivatore offre tutto ciò.
L’attivatore
La terapia con apparecchio funzionale utilizza come principale strumento terapeutico l’attivatore plurifunzionale (APF), un semplice apparecchio di caucciù o di silicone che coinvolge entrambe le arcate dentarie, e che deve essere utilizzato la notte e per un breve tempo durante il giorno. Il paziente diventa l’artefice del proprio trattamento, accompagnato dal dentista che lo guida nel suo cammino terapeutico.
Quando si ha l’attivatore in bocca ci si deve rilassare, dedicando del tempo a sé stessi e dando modo al proprio organismo di conoscersi e “auto-guarirsi”. L’attivatore infatti agisce non solo come strumento ortodontico ma anche come armonizzatore delle funzioni neurovegetative e come riabilitatore posturale.
A chi è rivolta?
La terapia con apparecchio funzionale è utile nel caso di bambini e adolescenti che possono risolvere problemi ortodontici, posturali e polifunzionali, come la corretta posizione della lingua e l’adeguata respirazione nasale, senza dover ricorrere ai trattamenti tradizionali, spesso invasivi e non risolutivi. Nei giovani si evidenzia anche un miglioramento dell’attenzione, una riduzione dell’iperattività mentale, un maggiore serenità e benessere.
Negli adulti migliora le parafunzioni, come il bruxismo e il serramento dei denti, la qualità del sonno, perché riduce il russamento e le apnee notturne, migliora la postura e le tensioni muscolari in quanto induce un mio-rilassamento globale.
Ortodonzia invisibile: cos’è e come funziona
I denti storti o disallineati ti impediscono di sorridere come vorresti? L’ortodonzia invisibile ti consente di allineare i denti in modo comodo e discreto. un tipo di ortodonzia che passa inosservato agli altri, poiché di solito è del colore dello smalto dei denti o è direttamente trasparente, come nel caso degli allineatori invisibili.
Allineatori trasparenti
L’ortodonzia, come altri campi della medicina, si evolve e si innova. Gli allineatori trasparenti sono oggi l’alternativa sicura e moderna agli apparecchi fissi e mobili (previa valutazione da parte del dentista). Per ottenere denti dritti, gli allineatori vanno indossati indicativamente 22 ore al giorno. Inoltre, sono sottilissimi e comodi da indossare. Adattandosi precisamente ai denti, sono visivamente quasi impercettibili e perfettamente adeguati alla quotidianità lavorativa.
Grazie a questi apparecchi ortodontici invisibili, il paziente può avere una migliore igiene dentale, lavandosi i denti senza che l’apparecchio impedisca l’accesso a qualsiasi area.
Igiene e profilassi: cos’è e perché è importante
Igiene e profilassi dentale è quella branca dell’odontoiatria che si occupa di mantenere sana e pulita la bocca del paziente. Fa parte delle buone abitudini necessarie per garantire alla propria bocca uno stato di salute sotto controllo.
Infatti l’igiene orale è il punto focale sul quale si basa la salute della bocca: la formazione della carie e della malattia parodontale possono essere evitate grazie ad una efficace prevenzione sia domiciliare sia professionale.
Lo scopo principale dell’ igiene orale professionale è la eliminazione dalla superficie dei denti della placca batterica (costituita da batteri che provocano sia la carie, sia la malattia parodontale), del tartaro (placca batterica calcificata) e dei fattori che ne facilitano l’accumulo (es. restauri debordanti).
Alla eliminazione ambulatoriale di questi fattori si associa un preciso sistema di istruzioni, nel quale il paziente apprende le sistematiche e l’uso corretto dei diversi strumenti che concorrono al mantenimento dell’igiene orale.
Al termine della seduta di igiene orale, viene effettuata la fluoroprofilassi che ha una notevole importanza perché:
L’endodonzia è la branca dell’odontoiatria che si occupa dell’endodonto, ovvero la parte interna del dente. Vediamo a cosa serve e in cosa consiste.
Che cosa vuol dire endodonzia?
Parlare di endodonzia significa parlare di un trattamento, in altri termini un intervento, di tipo ambulatoriale.
Un intervento che diviene obbligatorio nel momento in cui la polpa del dente si ritrova ad essere infetta oppure infiammata per diverse ragioni: una carie particolarmente profonda, un trauma, la conseguenza di precedenti interventi su uno specifico dente.
La polpa del dente è un tipo di tessuto estremamente complesso, e risulta essere composto da vene, arterie, tessuto o cellule connettivali, e infine terminazioni nervose. In un paziente adulto, la polpa è all’interno della cosiddetta camera pulpare, e anche all’interno dei canali radicolari. Nei casi in cui il paziente sviluppa una sensibilità al freddo, ad esempio, questa sensibilità si manifesta proprio grazie alla polpa.
La causa più frequente per la quale la polpa dentaria entra in sofferenza è la carie. Quando questa si estende in modo significativo, ecco che i batteri possono danneggiare la polpa. È proprio in questa fase che diventa possibile intervenire con un approccio conservativo, in modo tale da non procedere con l’estrazione del dente interessato. La terapia che permette questo trattamento è proprio quella endodontica.
L’odontoiatria estetica conservativa
L’odontoiatria conservativa diventa odontoiatria estetica conservativa quando l’obiettivo finale non è soltanto la cura del dente ma il miglioramento del suo aspetto estetico e di conseguenza il raggiungimento dell’armonia e della bellezza generale di tutto il sorriso. L’odontoiatria estetica conservativa si occupa quindi della correzione dei difetti del sorriso
I trattamenti principali che esegue servono per correggere i difetti e le imperfezioni del sorriso, come il colore dei denti, la loro forma, lo spazio tra di essi e la curva generale del sorriso.
Il dentista estetico è un dentista a tutti gli effetti e si occupa della diagnosi e delle terapie per patologie e problemi che interessano i denti e le gengive, e in generale il cavo orale, con in più una particolare attenzione nella cura delle anomalie e dei difetti che rendono meno estetico un sorriso e nei trattamenti che servono a migliorarne l’aspetto.
Lo sbiancamento dei denti è un trattamento estetico che viene eseguito con PH neutro per non alterare i prismi dello smalto. Con lo sbiancamento, il sorriso diventa più bianco, ringiovanito e brillante, con un risultato del tutto naturale. È la soluzione di estetica dentale più efficace per i denti ingialliti o scuri, per schiarire lo smalto dei denti riportandoli al colore originario.
La chirurgia orale è una branca della chirurgia maxillo-facciale e si occupa delle problematiche odontoiatriche che necessitano di un approccio chirurgico.
Tra gli interventi nel campo della chirurgia orale vi sono principalmente operazioni inerenti agli ambiti di implantologia e parodontologia, ma anche estrazioni dentali, apicectomie, rimozione di cisti o tumori del cavo orale.
Grazie allo sviluppo di nuove tecnologie, oggi la chirurgia orale ha potuto raggiungere importanti risultati, soprattutto per quanto riguarda la diminuzione del disagio intra-operatorio e post-operatorio per il paziente.
Protesi fissa e mobile
La protesi fissa permette di sostituire i denti mancanti o danneggiati, in modo duraturo. Si tratta di un dispositivo che accompagnerà il paziente in ogni momento della giornata e potrà essere rimosso solamente dal dentista.
La protesi dentale mobile ha l’obiettivo di riabilitare la funzionalità della dentatura, sostituendo i denti mancanti con elementi artificiali.
Si tratta di un dispositivo che, al contrario della protesi fissa, potrà essere rimosso autonomamente dal paziente e igienizzato quotidianamente.
PARODONTOLOGIA
La parodontologia ha l’obiettivo finale di preservare la dentatura naturale, ripristinando la salute dei tessuti del cavo orale.
Le malattie parodontali si possono distinguere in gengiviti, nelle forme più lievi, e parodontiti, nelle forme più avanzate e pericolose per la salute del cavo orale e di tutto l’organismo.
Terapie
Il parodontologo ha a disposizione diverse tecniche mirate a rallentare se non arrestare il progresso della patologia. Lo scopo principale è l’eliminazione di stati batterici e delle loro cause.
Che cos’è la visita odontoiatrica?
La visita odontoiatrica è una valutazione dello stato di salute di tutta la bocca: deve essere eseguita almeno una o due volte l’anno, a seconda della fisiologia di ogni singola persona.
E’ uno degli strumenti di prevenzione più importanti per evitare l’insorgere di problematiche ai denti, alle gengive e in generale al cavo orale.
Nel caso dei bambini, la prima visita odontoiatrica dovrebbe essere effettuata all’età di circa cinque/sei anni.
A cosa serve la visita odontoiatrica?
La visita consente all’odontoiatra di valutare lo stato della dentatura (nel caso di un bambino, viene valutata anche la regolarità della crescita), valutare se ci sono situazioni a rischio dovute a carie, placca, tartaro, infezioni batteriche, infiammazioni delle gengive o, in casi più gravi, parodontiti.
Questo permette di mettere in atto in maniera tempestiva le cure specifiche, per risolvere le patologie riscontrate.
Intervenire per tempo oggi, evita di dover ricorrere a trattamenti molto più invasivi domani.
Come si esegue la visita odontoiatrica?
In una prima fase, detta anamnesi, l’odontoiatra raccoglie informazioni sull’eventuale storia clinica precedente del paziente.
Fatto questo, passerà alla seconda fase: la visita vera e propria. In questa fase, infatti, valuterà in prima persona lo stato del cavo orale.
Qualora lo ritenga opportuno per aumentare l’accuratezza della diagnosi, l’odontoiatra può decidere di avvalersi di una panoramica dentale (ortopantomografia), a volte abbinata a una TAC 3D (in caso di valutazione di un intervento chirurgico) o di una specifica radiografia latero/laterale del cranio (in caso di terapie ortodontiche).
Questi esami, quando necessari, sono parte fondamentale della visita: consentono, infatti, di andare oltre un semplice esame visivo andando ad approfondire sotto la superficie del dente e della gengiva.





